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Ceparana Storytellers – The Kalamazoo Gals: An Interview with John Thomas

Quando progetto un’attività per la scuola, cerco sempre di partire da una domanda: a cosa può servire davvero ciò che gli studenti stanno facendo? Mi piace pensare che il lavoro in classe non debba esaurirsi in un esercizio destinato a essere corretto e archiviato, ma possa trasformarsi in un’esperienza significativa, capace di sviluppare competenze spendibili anche al di fuori delle mura scolastiche.

Da questa idea è nato Ceparana Storytellers, un progetto sviluppato nel corso dell’anno scolastico 2025/2026 con la classe 3C della Scuola Secondaria di Primo Grado A. Manzoni di Ceparana (ISA 20 Bolano, La Spezia), che ha trasformato lo studio della lingua inglese in uno strumento di ricerca, di incontro e di divulgazione culturale.

L’obiettivo non era semplicemente imparare nuovi vocaboli, consolidare strutture grammaticali o perfezionare le abilità di speaking, ma utilizzare l’inglese per fare ciò che una lingua permette di fare nella vita reale: accedere alle informazioni, comprendere documenti autentici, dialogare con persone di altri Paesi, costruire conoscenza e condividerla con gli altri.

Per questo motivo, il progetto si è sviluppato seguendo un percorso preciso: partire da fonti originali per arrivare a un prodotto destinato a un pubblico reale.

Gli studenti hanno lavorato su documenti autentici: immagini storiche, materiali d’archivio, documentari, articoli, testimonianze e soprattutto il libro The Kalamazoo Gals: A Story of Extraordinary Women & Gibson’s “Banner” Guitars of WWII di John Thomas, docente universitario, chitarrista e giornalista. Il volume racconta la storia delle donne che, durante la Seconda Guerra Mondiale, furono coinvolte nella produzione delle celebri chitarre Gibson nello stabilimento di Kalamazoo, in Michigan, mentre gli uomini erano impegnati al fronte. Non si trattava di testi adattati a scopo didattico, dunque, ma di fonti nate per raccontare una vicenda realmente accaduta. Gli alunni hanno imparato a leggerle in modo critico, a confrontarle, a selezionare le informazioni più significative e a trasformare i materiali raccolti in una narrazione coerente.

L’inglese è diventato così il filo conduttore dell’intero percorso: la lingua attraverso cui consultare materiali originali, comunicare con l’autore del libro, realizzare un’intervista in lingua straniera e infine raccontare al pubblico una storia poco conosciuta, ma di grande valore storico e umano.

Anche il prodotto finale è stato pensato per una fruizione reale. Originariamente concepito come un podcast audio, si è evoluto in un videopodcast sottotitolato in due lingue (inglese e italiano) per consentirne la diffusione a quante più persone possibile. I contributi degli studenti non sono nati come semplici elaborati destinati all’insegnante, ma come contenuti pensati per essere pubblicati e condivisi. Sapere che il proprio lavoro avrebbe raggiunto un pubblico esterno alla classe ha dato agli studenti una motivazione diversa, rendendoli più coinvolti, responsabili e consapevoli del valore della comunicazione.

In questo senso, Ceparana Storytellers rappresenta un esempio di apprendimento autentico. La lingua straniera non costituisce il fine del percorso, ma uno strumento che ha permesso agli studenti di uscire dalle pagine dei libri di testo per esplorare il mondo, entrare in relazione con altre culture, sviluppare il pensiero critico e diventare produttori di contenuti, anziché semplici fruitori di informazioni.

Trasformando la classe in una redazione, il progetto ha integrato naturalmente i principi del CLIL, del Cooperative Learning, del Project Based Learning e del Digital Storytelling. Ricerca storica, Educazione Civica, competenze digitali, comunicazione interculturale e lingua inglese si sono intrecciati in un’unica esperienza, nella quale ogni competenza ha acquisito significato perché è stata utilizzata per uno scopo concreto.

La scuola, oggi, ha il compito di preparare gli studenti non solo a superare una verifica, ma a interpretare la complessità della realtà. Per questo credo che le attività didattiche debbano offrire occasioni per fare ricerca, porsi e porre domande, verificare le fonti, collaborare, comunicare e restituire alla comunità ciò che si è appreso.

È proprio questa la filosofia di Ceparana Storytellers: trasformare l’apprendimento della lingua inglese in un ponte verso il mondo, dimostrando che conoscere una lingua significa soprattutto avere uno strumento in più per comprendere la realtà e contribuire a raccontarla.

Ma c’è un ulteriore elemento che ha reso questo progetto ancora più speciale.

Il Professore, chitarrista e giornalista americano John Thomas

Di solito, nei progetti scolastici, gli esperti intervengono per il tempo necessario e poi se ne vanno. Con noi è andata diversamente: John Thomas è diventato un compagno di viaggio e un amico. Ha creduto nel progetto dall’inizio, seguendone l’evoluzione, incoraggiando i ragazzi, consentendo loro una proiezione esclusiva a scuola del documentario sulle Kalamazoo Gals da lui realizzato e partecipando dagli USA al momento conclusivo della première tenutasi su YouTube la sera del 10 giugno 2026 insieme alle loro famiglie. Questo dà l’idea di una scuola che non si limita a “ospitare un esperto”, ma costruisce una rete di relazioni significative.

Il documentario co-prodotto da David Massar e John Thomas uscito nel 2025

Questa dimensione umana ha reso Ceparana Storytellers qualcosa di più di un progetto scolastico. Ha insegnato agli studenti che la conoscenza nasce anche dall’incontro tra persone, dalla disponibilità ad ascoltarsi e dalla passione condivisa per le storie. In questo contesto, l’inglese è diventato il linguaggio che ha permesso di accorciare le distanze, creare relazioni e trasformare una classe in un piccolo ma importante nodo di una rete internazionale di ricerca e di narrazione.

Un’ultima, grande soddisfazione è arrivata in questi giorni dall’articolo scritto da Chiara Tenca e pubblicato su La Nazione, che ha dedicato un’intera pagina a Ceparana Storytellers. Per i ragazzi è stato motivo di grande orgoglio vedere riconosciuto il valore del loro lavoro proprio al termine del percorso alla Scuola Manzoni di Ceparana, dopo gli esami conclusivi e poco prima di iniziare una nuova esperienza nelle scuole superiori.

La Nazione, 3 luglio 2026

It is not only about what happened.

It is about how stories survive or disappear.

Until someone decides to share them.

Stories worth telling.

(the ceparana storytellers)

Leggi l’articolo di Chiara Tenca su La Nazione online

Visita il sito ufficiale delle Kalamazoo Gals

Visita la pagina Facebook ufficiale delle Kalamazoo Gals

Guarda il videopodcast su Youtube:

Un sogno a 6 corde

Pietro è un mio allievo. Non è solo un grande amante della musica ma anche un grande amante dello strumento chitarra. In particolare, è un appassionato di chitarra elettrica e per il Natale del 2018 ha ricevuto in dono una splendida stratocaster rosso fuoco!

Mi è sembrato, dunque, doveroso realizzare con lui un documentario sulla chitarra elettrica che celebrasse lo strumento, la passione di Pietro e alcuni grandi strumentisti.

Così è nato il nostro videodocumentario in tre parti “Un sogno a 6 corde“, che include un excursus sullo strumento per spiegare ai compagni come funziona, un approfondimento su Brian May (chitarrista dei Queen e uno dei preferiti di Pietro) e un’intervista a Maurizio Solieri, storico chitarrista di Vasco Rossi e della Steve Rogers band.

Buona visione!

Parte 1: la chitarra elettrica
Parte 2: Brian May
Parte 3: intervista a Maurizio Solieri
Nota sui contenuti
I materiali pubblicati in questa sezione costituiscono documentazione di percorsi e attività didattiche realizzati con gli studenti e hanno esclusiva finalità educativa, formativa e divulgativa. Essi non sono destinati ad alcun uso commerciale né perseguono finalità di lucro.
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